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Il Marocco più mediterraneo
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Il Marocco più mediterraneo

Por Marc Ferrà


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Questa regione è perfetta per scoprire città con secoli di storia e rilassarsi tra paesaggi naturali e spiagge incontaminate. Da Tangeri a Nador, dieci luoghi del nord del Marocco da esplorare in camper.

 

Pochi chilometri separano la Spagna dal Marocco; in meno di un'ora di traghetto dal sud della penisola si apre un intero paese da scoprire senza fretta. Il massiccio del Rif domina questa regione amazigh e ha plasmato un paesaggio di piccole e incredibili strade che superano valli e costeggiano il mare.

 

1: La porta del Marocco

Tangeri

Questa città è la porta d'ingresso e d'uscita non solo del Marocco, ma anche del continente. Sorge in un punto strategico dello Stretto di Gibilterra e ha radici fenicie e romane. Nelle strade della medina si incontrano passato e presente arabi, mentre questa architettura si mescola agli edifici del XX secolo, quando Tangeri era sotto protettorato internazionale. Si può notare anche l'impronta spagnola, come nel Teatro Cervantes.

 

La ceramica di Tangeri riflette il colore del mare

 

2: Con vista sullo Stretto

Capo Spartel

Capo Spartel, a dieci chilometri da Tangeri, offre una delle migliori viste sullo Stretto. È il punto in cui termina l'Atlantico e inizia il Mediterraneo. Il faro situato qui fu uno dei primi del paese ed è in funzione dal 1864. Si trova all'interno di una riserva naturale che nel fine settimana si riempie di abitanti di Tangeri desiderosi di uscire dalla città e trascorrere una giornata in famiglia. Molto vicine si trovano anche le Grotte di Ercole e le spiagge atlantiche di Sidi Kacem e Achakkar dove è possibile praticare surf e altre attività acquatiche.

 

 

3: La costa atlantica

Assilah

Le strette strade bianche di Assilah sono diventate un museo a cielo aperto. Numerosi murales riempiono di colore la medina di questa piccola città atlantica. Dalle mura del centro storico si vedono l'oceano e le spiagge sabbiose della città. È un luogo perfetto per fermarsi e mangiare pesce.

 

La medina di Assilah è patrimonio storico riconosciuto dall'Unesco

 

4: La città blu

Chefchaouen

È la perla blu del Marocco e i suoi vicoli conquistano molti viaggiatori che visitano questa località adagiata sul fianco di una montagna. La parte antica è un susseguirsi di strade irregolari piene di piccoli negozi di souvenir, abbigliamento, cibo e spezie. È uno dei posti migliori dove pernottare e anche una base ideale per godersi i numerosi itinerari escursionistici della regione.

 

 

5: Rilassarsi nella natura

Parco Nazionale di Talassemtane

Questo parco naturale di quasi 60.000 ettari è uno dei tesori della catena del Rif. Uno dei posti migliori dove fermarsi è il piccolo villaggio di Akchour, da cui partono diversi itinerari per esplorare questa zona montuosa a piedi o in bicicletta. Si possono vedere anche i boschi di cedri dell'Atlante e la cascata che porta il nome del villaggio.

 

A Talassemtane abbondano ruscelli e piscine naturali
 

 

6: La Colomba Bianca

Tétouan

Tornando sul Mediterraneo, Tétouan è una tappa obbligata. Gli edifici sono bianchi e, nella medina, questo colore si mescola al verde di molte porte. Il centro storico è Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Tétouan è conosciuta anche come «la figlia di Granada» per la sua architettura ispano-moresca. A pochi chilometri si trova la spiaggia di Martil, la zona costiera più vicina alla città e un buon posto dove trascorrere la notte.

 


7: Mare e montagne

Parco Nazionale di Al Hoceima

Seguendo la strada costiera da Oued Laou verso Al Hoceima si raggiunge questo parco nazionale, un immenso territorio di natura e montagne che terminano nel Mediterraneo. Tra le scogliere e le zone rocciose si nascondono piccole spiagge e calette come Taoussarte o Taydiwine. In queste acque è possibile osservare anche il falco pescatore in azione.

 


8: Le spiagge mediterranee

Oued Laou

Situata tra le montagne, la spiaggia e il piccolo villaggio di pescatori di Oued Laou sono uno dei posti migliori dove fermarsi, staccare la spina e rilassarsi durante il viaggio. La strada da Tétouan è una delle più belle del nord del paese: costeggia il mare superando scogliere e piccole calette rocciose. Vicino al paese si trovano diversi campeggi, negozi e ristoranti.

 

Nell'Islam il verde è associato al Paradiso

 

9: La città sulla scogliera

Al Hoceima

Questa città del Rif si trova sulla costa, circondata da spiagge e con uno dei porti più importanti del nord del paese. Sorge su un'incredibile scogliera. Tra il 1994 e il 2004 ha subito due forti terremoti che hanno causato più di 500 vittime. Questo luogo fu anche uno dei centri di resistenza alla colonizzazione spagnola. Oggi è una delle destinazioni più frequentate da residenti e viaggiatori per trascorrere le vacanze estive e godersi le tranquille acque del Mediterraneo.

 


10: La costa orientale

Nador

Nador è l'ultima tappa ed è la città più importante della costa orientale marocchina, a pochi chilometri da Melilla. La città si affaccia sulla Mar Chica, una laguna salata collegata al mare. Seguendo la strada verso est troviamo la famosa Spiaggia Rossa, rocciosa, e l'estesa spiaggia di Ras El-Ma, con diversi chilometri di sabbia. Vicino al confine con l'Algeria si trova la località turistica di Saïdia, dove si trovano numerosi grandi hotel e ristoranti. 

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Fanny Tur: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo»
Historias del mar

Fanny Tur: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo»

  Ibicenca, activista medioambiental, historiadora, directora del archivo histórico de Eivissa… Fanny Tur Riera desempeñó, entre otros cargos públicos, el de consellera de Cultura del Govern Balear entre 2017 y 2019. Desde esta perspectiva, su análisis con visión histórica cobra valor: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo de las Balears y del Mediterráneo», afirma antes de reflexionar sobre lo que supuso la irrupción de la naviera, ya que «los monopolios nunca son buenos y diversificar la oferta siempre tiene que beneficiar al usuario». En clave cultural y de género, esta historiadora destaca de la naviera Baleària cuestiones como «la atención en y al catalán, o poner nombres de mujer a algunos barcos, mostrando que la historia también la escribimos las mujeres».   Desde la perspectiva ecologista, Tur Riera valora el compromiso de Baleària con la sostenibilidad partiendo de que «la actividad humana en general y el turismo y la gran movilidad en particular tienen unos efectos devastadores sobre el mar y el territorio». En este sentido, destaca, «todas las medidas que se pongan en práctica para minimizar los efectos de la masificación, como por ejemplo emplear energías renovables y colaborar con entidades ecologistas, ponen un grano  de arena en una lucha que hace tiempo es imprescindible para la misma supervivencia». Pero si algo destaca de la aportación de Baleària esta exconsellera de Cultura del Govern Balear es el papel desempeñado por la Fundación Baleària, que ha hecho que «la creación pueda viajar a nuevos escenarios y no se quede en el lugar de origen. Para enriquecerse y crecer, el arte y la creación se tienen que mover mientras conservan sus raíces bien fuertes». Y ello, subraya, en combinación con la gestión de espacios culturales «en diferentes lugares —lo que desde la Fundación Baleària llaman las Llonges de la Cultura—, facilitando así que puedan acoger actividades, encuentros, investigación, muestras colectivas y creadores de todo el país para que se puedan encontrar y enriquecerse mutuamente» porque, reflexiona, «el arte y la investigación son trabajo propio, pero también son puesta en común y conocimiento mutuo».   Creación cultural «En definitiva —asegura Fanny Tur— Baleària a través de su fundación ha hecho posible que la creación tenga movilidad, circule, se muestre en nuevos escenarios, porque así crece y encuentra nuevos paisajes… ha contribuido a la relación y el conocimiento mutuo entre creadores, facilitando que se encuentren, se conozcan y, en definitiva, que establezcanvínculos». En el caso de Balears, Fanny Tur considera que la de Baleària y de su fundación han sido una magnífica aportación favorecedora de la articulación social y cultural, además de subrayar la revitalización que ha supuesto la conexión, en todos los ámbitos, entre Dénia y Eivissa.


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De grumete a capitán. Vocabulario marítimo básico (I)
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¿Dónde queda babor y estribor? ¿Cuál es la diferencia entre manga y eslora? Seguro que has oído una y mil veces términos como estos pero todavía te siguen generando dudas cuando subes a bordo de un ferri. No te preocupes, hemos preparado un glosario básico de léxico marítimo para que alimentes tu vocabulario y disfrutes todavía más de tu experiencia de viaje. Deja atrás tus titubeos de grumete y presume de hablar con la propiedad de un capitán. ¿Empezamos?   PARTES DEL FERRI CASCO. El cuerpo del buque. La estructura ‘en neto’, sin máquinas, mástiles ni elementos accesorios para la navegación. CUBIERTA: Cada uno de los pisos de una embarcación. Forman la estructura que permiten un espacio habitable para la tripulación y el pasaje. Los barcos tienen varias cubiertas, tanto para la bodega -donde se ubica la carga y los vehículos- como para las zonas de pasajeros –con salones, áreas de butacas, restaurantes, etc.- siendo la principal la superior. QUILLA: Es la columna vertebral del barco. La pieza de hierro que va de popa a proa por la parte inferior del barco y en que se asienta toda su armazón.Constituye el principal refuerzo estructural de la embarcación, en el que se encastan los demás y sobre el que descargan su peso.   [caption id="attachment_1776" align="aligncenter" width="800"] Corte transversal del ferri Martín i Soler de Baleària, donde se diferencia el casco, la quilla y las diferentes cubiertas.[/caption]   VOLUMEN Y DIMENSIONES ESLORA: La longitud de la embarcación. O dicho de otra manera, la distancia de punta a punta de la estructura del buque. MANGA: La anchura (máxima) de un buque. PUNTAL. La altura de la bodega de la nave desde la quilla hasta el extremo de la cubierta superior. DESPLAZAMIENTO: El volumen de agua que desplaza la parte sumergida del barco. Es decir… el peso del barco. Ahora se entiende mejor ¿verdad?.     POSICIÓN EN EL BARCO PROA y POPA. La proa es la parte delantera del barco. Tiene forma de cuña para que el buque pueda "cortar el agua”. Por el contrario, la popa es la parte posterior de la estructura del buque. BABOR y ESTRIBOR. Por babor se considera el lado izquierdo de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. Estribor es la banda o lado derecho de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. OBRA VIVA y MUERTA. La viva es la parte del casco bajo el agua. Es decir, desde la quilla a la línea de flotación a máxima carga. La muerta, la parte del casco que sobresale del mar   MANIOBRAS ARRIAR. Aflojar o soltar un cabo (las cuerdas de a bordo). También se utilizan los términos LASCAR (aflojar) y LARGAR (soltar). Una advertencia: a bordo de los barcos sólo hay una cuerda, la del cronómetro. Las demás se llaman CABOS (y en los barcos grandes ESTACHAS). VIRAR. Lo contrario de arriar, es decir COBRAR o recuperar un cabo o el ancla, cuando el buque se encuentra fondeado. Por cierto, la maniobra de virar es propia de buques de vela y no tanto de ferris. ATRACAR. Operación para ubicar el buque en el lugar previsto del muelle. Concluye en el momento en que la embarcación AMARRA (o ata firmemente) el último cabo al NORAY o bolardo del muelle. Por cierto, la maniobra contraria a ATRACAR ser llama DESATRACAR. Lógico ¿no? BARLOVENTEAR. Maniobrar aprovechando la fuerza viento (a favor o en contra) para que el impulso sea lo más favorable a la embarcación. Por ejemplo, en el caso de una operación de atraque. CAPEAR. Se trata de una maniobra de navegación con mal tiempo. Consiste en  tratar de mantener la proa al viento y con poca velocidad, para conseguir una trayectoria controlada y segura hasta que amaine el temporal. FONDEAR. Posicionar el buque en aguas establecidas para el anclaje.     Y hasta aquí, por esta vez. Si quieres seguir aprendiendo sobre ferris y transporte marítimo, sigue navegando con el blog Entreolas y no te pierdas nuestra próxima entrega de vocabulario. 


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