
Dopo aver studiato Ingegneria Navale e Oceanica presso l’Università Politecnica di Madrid, Jesús Blanco (Madrid, 1983) è entrato in Baleària con uno stage nel settembre 2011. Da allora è cresciuto all’interno dell’azienda fino a diventare responsabile dei progetti di decarbonizzazione di Baleària, con il compito di guidare l’ecoefficienza della compagnia.
D. Quali sono le tue funzioni in Baleària?
R. Studio, pianifico e supervisiono il rispetto delle normative e dei regolamenti internazionali ed europei relativi alla riduzione delle emissioni, in linea con i nuovi limiti stabiliti dall’Organizzazione Marittima Internazionale e dall’Unione Europea. Partecipo inoltre a gruppi di lavoro sulla decarbonizzazione e allo studio e alla valutazione di progetti di flotta legati alla riduzione delle emissioni, ai sistemi di efficienza energetica e all’innovazione.
D. Quali sono i requisiti europei in materia di ecoefficienza del trasporto marittimo?
R. Il pacchetto normativo Fit for 55 dell’Unione Europea comprende anche il trasporto marittimo. Nel 2024 è previsto l’ingresso di questo settore nel sistema di scambio delle quote di emissione e nel 2025 entrerà in vigore il regolamento FuelEU Maritime sulla sostenibilità dei combustibili marittimi, che punta a favorire il passaggio a energie a basse emissioni di carbonio, con sanzioni per le navi che non rispettano le regole. Gli obiettivi dell’Unione Europea sono ridurre del 55% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Anche l’Organizzazione Marittima Internazionale sta sviluppando misure di decarbonizzazione con l’obiettivo di ridurre le emissioni — del 20% nel 2030 e del 70% nel 2040 — fino ad arrivare a emissioni nette zero di gas a effetto serra nel 2050.
D. Quali progetti ha Baleària per rispettare queste misure?
R. Stiamo già lavorando per adattarci a questi nuovi obiettivi ambientali. Partiamo dal miglioramento dell’efficienza delle navi e delle operazioni, per poi proseguire con l’utilizzo del combustibile più efficiente attualmente disponibile, il gas naturale. Stiamo inoltre studiando la fattibilità dell’uso del biometano e di miscele di idrogeno verde fino al 25% sulle nostre navi dotate di motori dual-fuel. Siamo in una fase di grande incertezza su quali tecnologie o combustibili prevarranno in futuro, anche se personalmente credo che ci muoveremo verso un modello multifuel, combinato con numerose tecnologie di efficienza energetica a bordo delle navi.

D. Perché Baleària ha scelto il gas naturale?
R. Questa scelta viene da lontano. È iniziata nel 2014 con il progetto di installare un motore ausiliario a gas sul traghetto Abel Matutes. Da allora, tra nuove costruzioni e rimotorizzazioni, disponiamo già di 10 navi che navigano a gas naturale. Questo combustibile è una soluzione praticabile e la più pulita attualmente disponibile, con una riduzione del 30–35% della CO2, dell’80% degli NOx e l’eliminazione completa delle emissioni di SOx e particolato. In Baleària lo consideriamo un’energia di transizione verso la decarbonizzazione, nella quale sono stati investiti circa 500 milioni di euro negli ultimi cinque anni. Inoltre, questo autunno vareremo il Margarita Salas, un secondo fast ferry in grado di navigare con questa energia. Come il resto della nostra flotta a gas, i suoi motori dual-fuel sono pronti a utilizzare fonti rinnovabili a emissioni neutre di CO2, poiché possono consumare il 100% di biometano e miscele di idrogeno verde fino al 25%. Nel 2021 Baleària ha infatti già effettuato un test pilota con biometano di origine rinnovabile sulla nave gemella, l’Eleanor Roosevelt.
D. Quali altri combustibili potrebbero rappresentare una scelta importante per il trasporto marittimo?
R. Personalmente ritengo che i biocarburanti possano essere una buona alternativa, ma avranno forti limiti produttivi e prezzi molto elevati. I combustibili sintetici di origine rinnovabile apriranno nuove possibilità e non richiederebbero neppure importanti modifiche alle navi per poterli utilizzare. Non ripongo grandi speranze nel breve termine in metanolo, ammoniaca e idrogeno, perché al momento non sono verdi. Inoltre, questi combustibili hanno una densità energetica inferiore rispetto al gas naturale o ai combustibili fossili, quindi richiedono una capacità dei serbatoi a bordo molto maggiore.
«IL FUTURO PASSA DA UN MODELLO MULTIFUEL, COMBINATO CON NUMEROSE TECNOLOGIE DI EFFICIENZA ENERGETICA»
D. Come vedi il futuro delle navi elettriche come il Cap de Barbaria, che opera tra Ibiza e Formentera?
R. Le navi elettriche hanno spazio sulle rotte brevi, come quelle interinsulari. Per le rotte lunghe, invece, non vedo un futuro a causa della bassissima densità energetica di questa tecnologia, che richiederebbe una nave piena di batterie. Ritengo però che si potrebbe adottare una soluzione ibrida, utilizzando le batterie per le manovre e durante le soste delle navi in porto.
D. In questi 25 anni Baleària si è trasformata. Come sarà la sua evoluzione verso il 2050?
R. A causa di tutti i pacchetti normativi europei e internazionali, Baleària dovrà continuare a evolversi con l’obiettivo della decarbonizzazione entro il 2050. Non credo che sarà un problema critico per Baleària, perché ha dimostrato che la tutela dell’ambiente è nel suo DNA. Dalle navi della serie Barreras, iniziata con il Martín i Soler nel 2009 e già più efficiente, passando per la serie Eco, la scelta del gas naturale o il primo traghetto elettrico di Spagna, il Cap de Barbaria. Baleària è coinvolta in diversi progetti per raggiungere questi obiettivi.