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Jesús Carmona: «Lavoro nell’ufficio con la vista più bella del mondo»
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Jesús Carmona: «Lavoro nell’ufficio con la vista più bella del mondo»


Jesus-Carmonabaja

Originario di Jerez de la Frontera, Jesús Carmona è primo ufficiale del traghetto Abel Matutes da tre anni. È entrato a far parte di Baleària nel 2014 e da allora ha navigato senza interruzioni come ufficiale di coperta su diverse navi. Laureato in Scienze nautiche e Trasporto marittimo e con un master in Gestione portuale e Logistica, coltiva anche una passione artistica per la fotografia dalla plancia di comando, che condivide sul suo profilo Instagram.

 

D. Da dove nasce la tua passione per il mare?

R. Da piccolo trascorrevo le estati a Rota e ho sempre desiderato salire su una delle barche a vela che passavano davanti alla costa. Mi chiedevo come si vedesse la terra da lì, fin dove avrei potuto viaggiare o se avrei visto delfini e altri animali marini... A 14 anni sono riuscito a convincere i miei genitori, molto timorosi del mare, a iscrivermi a una scuola di vela e due anni più tardi ero già istruttore. Ho trascorso l’adolescenza e la giovinezza insegnando a navigare a persone di tutte le età. Quando è arrivato il momento di scegliere l’università... la decisione era chiara: volevo diventare capitano.

 

D. Cosa ricordi del tuo primo giorno in Baleària?

R. Sono salito a bordo del Poeta López Anglada come secondo ufficiale di coperta nei cantieri navali di Siviglia, poco prima di partire verso lo Stretto di Gibilterra. Ero nervoso e, anche se avevo già lavorato come ufficiale su navi passeggeri, non avevo mai navigato con una nave di quelle dimensioni su un fiume. Sentivo una certa pressione e avevo molta voglia di fare bene. Ho sempre considerato Baleària la compagnia di navigazione passeggeri spagnola con le migliori prospettive per il futuro. Era la mia opportunità di farne parte e non potevo sprecarla.

 

D. Cosa è cambiato di più da quando sei entrato in azienda?

R. Le dimensioni e la tecnologia della flotta. Sono state introdotte nuove navi tecnologicamente molto avanzate, dalla Serie Eco, con pannelli solari che contribuiscono ad alimentare i servizi di bordo, al catamarano Eleanor Roosevelt, fino alle navi gemelle Hypatia de Alejandría e Marie Curie.

 

Traghetto Abel Matutes. Foto: @fotografia_jesuscarmona

 

D. Quando senti la parola Baleària, qual è la prima cosa che ti viene in mente?

R. Innovazione e cambiamento, aspetti imprescindibili al giorno d’oggi. E anche gratitudine: sono stati molti anni di esperienza professionale e personale.

 

D. Cosa ti piace di più della tua professione?

R. La vista! Abbiamo la fortuna di lavorare negli uffici con la vista più bella del mondo... Quale balcone sul mare può essere migliore di una plancia di comando?

 

D. Un grande insegnamento ricevuto in Baleària?

R. Navigare per tanti anni significa inevitabilmente affrontare situazioni critiche: emergenze mediche, forti tempeste... Mi ha insegnato a ridimensionare i problemi della vita quotidiana. A casa dicono che non mi agito per niente!

 

D. Che messaggio daresti a un giovane che sta pensando di entrare in Baleària?

R. Lo incoraggerei. È un’ottima scelta. È una compagnia di navigazione con un grande futuro e, se lavori nella flotta, il sistema di turni, con lunghi periodi di ferie distribuiti durante tutto l’anno, ti permette anche di condurre una vita appassionante.

 

Passione per la fotografia

D. Quando è iniziata la tua passione per la fotografia?

R. Mi è sempre piaciuto molto viaggiare, cosa che faccio spesso grazie alla mia professione. Quattro anni fa ho comprato la mia prima macchina fotografica reflex per immortalare i viaggi che sarebbero venuti e... ho scoperto un mondo completamente nuovo che si apriva davanti a me! La maggior parte delle persone non sa cosa una fotocamera in modalità manuale possa riuscire a catturare.

 

@fotografia_jesuscarmona

 

D. Albe e tramonti sono il tuo punto debole... in quale stile ti riconosci di più?

R. Sì, i raggi del sole al tramonto sono il mio pittore preferito. Tuttavia, mi riconosco di più nella fotografia notturna e nell’astrofotografia. Dietro il cielo nero delle notti di luna nuova si nascondono infiniti colori e sfumature che i nostri occhi, poco efficaci al buio, non riescono a percepire. Galassie e nebulose occupano nel cielo dimensioni superiori a quelle della Luna e non le vediamo perché la loro luce ci raggiunge troppo debolmente, non per le loro dimensioni. Inoltre, quando fotografi il cosmo, viaggi anche nel tempo, perché la luce che la tua fotocamera cattura è partita dalla sua origine migliaia di anni fa. Per esempio, la Nebulosa Rosetta, anche se non la vediamo, occupa nel cielo lo spazio di cinque lune piene ed è a 5.200 anni luce... e la mia fotocamera l’ha catturata a soli 15 minuti da Jerez, la mia città natale. Continua a sembrarmi incredibile!

 

D. C’è una persona o un paesaggio che ti piacerebbe fotografare?

R. La Namibia. Riunisce tantissime cose: emisfero australe, cultura, fauna e flora completamente diverse, deserto e cieli senza inquinamento luminoso... Ci andrò in una delle mie prossime vacanze!

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Fanny Tur: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo»
Historias del mar

Fanny Tur: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo»

  Ibicenca, activista medioambiental, historiadora, directora del archivo histórico de Eivissa… Fanny Tur Riera desempeñó, entre otros cargos públicos, el de consellera de Cultura del Govern Balear entre 2017 y 2019. Desde esta perspectiva, su análisis con visión histórica cobra valor: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo de las Balears y del Mediterráneo», afirma antes de reflexionar sobre lo que supuso la irrupción de la naviera, ya que «los monopolios nunca son buenos y diversificar la oferta siempre tiene que beneficiar al usuario». En clave cultural y de género, esta historiadora destaca de la naviera Baleària cuestiones como «la atención en y al catalán, o poner nombres de mujer a algunos barcos, mostrando que la historia también la escribimos las mujeres».   Desde la perspectiva ecologista, Tur Riera valora el compromiso de Baleària con la sostenibilidad partiendo de que «la actividad humana en general y el turismo y la gran movilidad en particular tienen unos efectos devastadores sobre el mar y el territorio». En este sentido, destaca, «todas las medidas que se pongan en práctica para minimizar los efectos de la masificación, como por ejemplo emplear energías renovables y colaborar con entidades ecologistas, ponen un grano  de arena en una lucha que hace tiempo es imprescindible para la misma supervivencia». Pero si algo destaca de la aportación de Baleària esta exconsellera de Cultura del Govern Balear es el papel desempeñado por la Fundación Baleària, que ha hecho que «la creación pueda viajar a nuevos escenarios y no se quede en el lugar de origen. Para enriquecerse y crecer, el arte y la creación se tienen que mover mientras conservan sus raíces bien fuertes». Y ello, subraya, en combinación con la gestión de espacios culturales «en diferentes lugares —lo que desde la Fundación Baleària llaman las Llonges de la Cultura—, facilitando así que puedan acoger actividades, encuentros, investigación, muestras colectivas y creadores de todo el país para que se puedan encontrar y enriquecerse mutuamente» porque, reflexiona, «el arte y la investigación son trabajo propio, pero también son puesta en común y conocimiento mutuo».   Creación cultural «En definitiva —asegura Fanny Tur— Baleària a través de su fundación ha hecho posible que la creación tenga movilidad, circule, se muestre en nuevos escenarios, porque así crece y encuentra nuevos paisajes… ha contribuido a la relación y el conocimiento mutuo entre creadores, facilitando que se encuentren, se conozcan y, en definitiva, que establezcanvínculos». En el caso de Balears, Fanny Tur considera que la de Baleària y de su fundación han sido una magnífica aportación favorecedora de la articulación social y cultural, además de subrayar la revitalización que ha supuesto la conexión, en todos los ámbitos, entre Dénia y Eivissa.


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De grumete a capitán. Vocabulario marítimo básico (I)
Historias del mar

De grumete a capitán. Vocabulario marítimo básico (I)

¿Dónde queda babor y estribor? ¿Cuál es la diferencia entre manga y eslora? Seguro que has oído una y mil veces términos como estos pero todavía te siguen generando dudas cuando subes a bordo de un ferri. No te preocupes, hemos preparado un glosario básico de léxico marítimo para que alimentes tu vocabulario y disfrutes todavía más de tu experiencia de viaje. Deja atrás tus titubeos de grumete y presume de hablar con la propiedad de un capitán. ¿Empezamos?   PARTES DEL FERRI CASCO. El cuerpo del buque. La estructura ‘en neto’, sin máquinas, mástiles ni elementos accesorios para la navegación. CUBIERTA: Cada uno de los pisos de una embarcación. Forman la estructura que permiten un espacio habitable para la tripulación y el pasaje. Los barcos tienen varias cubiertas, tanto para la bodega -donde se ubica la carga y los vehículos- como para las zonas de pasajeros –con salones, áreas de butacas, restaurantes, etc.- siendo la principal la superior. QUILLA: Es la columna vertebral del barco. La pieza de hierro que va de popa a proa por la parte inferior del barco y en que se asienta toda su armazón.Constituye el principal refuerzo estructural de la embarcación, en el que se encastan los demás y sobre el que descargan su peso.   [caption id="attachment_1776" align="aligncenter" width="800"] Corte transversal del ferri Martín i Soler de Baleària, donde se diferencia el casco, la quilla y las diferentes cubiertas.[/caption]   VOLUMEN Y DIMENSIONES ESLORA: La longitud de la embarcación. O dicho de otra manera, la distancia de punta a punta de la estructura del buque. MANGA: La anchura (máxima) de un buque. PUNTAL. La altura de la bodega de la nave desde la quilla hasta el extremo de la cubierta superior. DESPLAZAMIENTO: El volumen de agua que desplaza la parte sumergida del barco. Es decir… el peso del barco. Ahora se entiende mejor ¿verdad?.     POSICIÓN EN EL BARCO PROA y POPA. La proa es la parte delantera del barco. Tiene forma de cuña para que el buque pueda "cortar el agua”. Por el contrario, la popa es la parte posterior de la estructura del buque. BABOR y ESTRIBOR. Por babor se considera el lado izquierdo de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. Estribor es la banda o lado derecho de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. OBRA VIVA y MUERTA. La viva es la parte del casco bajo el agua. Es decir, desde la quilla a la línea de flotación a máxima carga. La muerta, la parte del casco que sobresale del mar   MANIOBRAS ARRIAR. Aflojar o soltar un cabo (las cuerdas de a bordo). También se utilizan los términos LASCAR (aflojar) y LARGAR (soltar). Una advertencia: a bordo de los barcos sólo hay una cuerda, la del cronómetro. Las demás se llaman CABOS (y en los barcos grandes ESTACHAS). VIRAR. Lo contrario de arriar, es decir COBRAR o recuperar un cabo o el ancla, cuando el buque se encuentra fondeado. Por cierto, la maniobra de virar es propia de buques de vela y no tanto de ferris. ATRACAR. Operación para ubicar el buque en el lugar previsto del muelle. Concluye en el momento en que la embarcación AMARRA (o ata firmemente) el último cabo al NORAY o bolardo del muelle. Por cierto, la maniobra contraria a ATRACAR ser llama DESATRACAR. Lógico ¿no? BARLOVENTEAR. Maniobrar aprovechando la fuerza viento (a favor o en contra) para que el impulso sea lo más favorable a la embarcación. Por ejemplo, en el caso de una operación de atraque. CAPEAR. Se trata de una maniobra de navegación con mal tiempo. Consiste en  tratar de mantener la proa al viento y con poca velocidad, para conseguir una trayectoria controlada y segura hasta que amaine el temporal. FONDEAR. Posicionar el buque en aguas establecidas para el anclaje.     Y hasta aquí, por esta vez. Si quieres seguir aprendiendo sobre ferris y transporte marítimo, sigue navegando con el blog Entreolas y no te pierdas nuestra próxima entrega de vocabulario. 


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