Guías de viajes
Ibiza: molto più che discoteche
Ibiza è stata la destinazione turistica che ha resistito meglio alla crisi del Covid nel 2021, quando le restrizioni impedivano ancora l’apertura dei club. Le sue calette, la gastronomia, i mercatini e la ricchezza del patrimonio culturale, riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità, spiegano perché l’isola abbia mantenuto la propria attrattiva anche nel momento peggiore. Con una superficie di 572 chilometri quadrati, qualsiasi punto dell’isola è facilmente raggiungibile. Eppure si riparte sempre con la voglia di fermarsi qualche giorno in più per continuare a scoprirne le attrazioni. Giorno 1: 09:00 Colazione a Santa Gertrudis. È il cuore dell’isola, uno dei paesi più pittoreschi e noti per la propria offerta gastronomica. La sera il centro pedonale è molto affollato, ma al mattino è anche il luogo ideale per fare colazione lontano dal vortice turistico. Due ottime proposte sono il classico Bar Costa, con panini di pane al pomodoro e salumi, oppure il cosmopolita Musset Café, con un brunch vario che comprende opzioni vegane. Santa Gertrudis 10:00 Il ponte del «fameliar». In appena 15 minuti di auto si arriva a Santa Eulària des Riu, che prende il nome dal fatto di avere l’unico fiume delle Baleari. Oggi nel tratto finale rimane soltanto un canale di acqua salmastra, ma vale la pena percorrere la passeggiata che parte dal vecchio ponte, dove secondo la leggenda nasce uno dei folletti della mitologia ibizenca, il fameliar. 11:00 La chiesa fortificata. A pochi metri dal ponte sorge il Puig de Missa, una collina coronata dal principale esempio delle chiese fortificate che secoli fa servivano da rifugio contro gli attacchi barbareschi. Puig de Missa, con il Mediterraneo sullo sfondo 12:00 Snorkeling sulle spiagge del nord. Il nord dell’isola si distingue per la costa frastagliata, interrotta da calette sabbiose e punteggiata di isolotti. Questo paesaggio la rende un luogo privilegiato per lo snorkeling. Un ottimo esempio si trova nella bahía de Xarraca, con la cala omonima, l’angolo di S’illot des Renclí e Cala Xuclar. 15:00 Pranzo sul mare. A S’illot des Renclí si trova un buon ristorante dove assaggiare l’iconico bullit de peix, uno stufato di pesce servito in due portate con arroz a banda, mentre la raccolta Cala Xuclar ospita un piccolo chiringuito con pesce fresco. Il «bullit», piatto tipico di Ibiza 18:00 Il paese dei mercatini. Sant Carles fu l’epicentro degli hippy e nei dintorni si trovano i due mercatini emblematici dell’isola: Punta Arabí, aperto il mercoledì, e Las Dalias, meta di pellegrinaggio ogni sabato e nelle sere di lunedì, martedì e domenica. 21:00 Per iniziare la serata. Di fronte alla chiesa di Sant Carles si trova Ca n’Anneta, un bar dove il tempo sembra essersi fermato. La sua fama è legata alle tapas popolari, ai montaditos e soprattutto a un celebre liquore artigianale alle erbe. Giorno 2: 09:00 Colazione davanti alle mura. Il Croissant Show è famoso per le colazioni a base di pasticceria francese davanti al Portal de ses Taules, l’ingresso principale alle mura rinascimentali della capitale dell’isola. 09:30 Dalt Vila, Patrimonio dell’Umanità. All’interno della cittadella le visite imperdibili sono la chiesa di Santo Domingo, la cattedrale e i sette bastioni. Vale anche la pena perdersi tra i vicoli e rilassarsi con un cocktail, un succo fresco o una buona tapa da S’Escalinata. La scalinata in pietra con i pouf colorati è uno degli angoli più fotografati di Dalt Vila. S’Escalinata, a Dalt Vila, è un’ottima scelta per tapas e drink 11:30 Il cimitero fenicio-punico. Dopo essere usciti dal Portal Nou, arriviamo alle porte del Museo d’Es Puig des Molins, dedicato alla necropoli fenicio-punica più importante del Mediterraneo. La visita comprende un percorso negli ipogei, gallerie funerarie scavate a partire dal VII secolo a.C. 13:00 Siti archeologici. Il percorso storico si completa con due siti che meritano una visita anche solo per la loro posizione. L’insediamento fenicio di Sa Caleta, accanto a una piccola cala di pescatori, fu il primo nucleo urbano dell’isola. A 15 minuti di auto, l’insediamento rurale ses Païsses de Cala d’Hort comprende resti punici, romani e bizantini e la casa contadina di Can Sorà. 15:00 Pranzo davanti a es Vedrà. Il maestoso isolotto di es Vedrà cattura tutta l’attenzione fino a Cala d’Hort. Si può continuare a godersi il panorama con gli ottimi piatti di riso del Restaurante El Carmen e trascorrere poi il pomeriggio in spiaggia. 20:00 Tramonto nella baia di Portmany. La parte sud della baia sta guadagnando popolarità per ammirare il tramonto grazie a luoghi come il chiringuito Es Puetó, il chill-out del Kumharas o il nuovo auditorium di Es Caló de s’Oli. 21:30 Cena nella capitale gastronomica. Sant Antoni si è affermata come mecca gastronomica dopo che Es Tragón ha ottenuto la prima delle due stelle Michelin che distinguono i ristoranti dell’isola. Nel centro storico spicca lo storico Es Rebost de Can Prats, grande punto di riferimento della cucina tradizionale locale.
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