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Maiorca a piedi e su due ruote
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Maiorca a piedi e su due ruote

Por Jesús Torné. Fotos: Tolo Balaguer


Sóller1baja

 

Il clima mite e i buoni collegamenti hanno portato molti escursionisti e soprattutto ciclisti a scegliere Maiorca per praticare il loro sport preferito. Vi proponiamo dieci itinerari per allenare le gambe, a piedi o senza scendere dalla sella.

 

Con 1.600 km di strade secondarie e 468 km segnalati, Maiorca offre una struttura perfetta per il cicloturismo. Inoltre, la varietà dei suoi paesaggi —costieri, urbani, rurali e montani— la rende ideale anche da esplorare a piedi. L'esperienza è ancora migliore quando l'isola è più tranquilla: tra ottobre e maggio.


1: Paesaggi contrastanti lungo la vecchia ferrovia
La via verde da Manacor ad Artà
Non è un percorso circolare, quindi bisogna organizzare il ritorno. Questo itinerario di poco meno di 30 chilometri è relativamente facile e permette di godersi diversi paesaggi senza scendere dalla bicicletta, seguendo il vecchio tracciato ferroviario. Partendo a est di Manacor, quando arriveremo ad Artà avremo attraversato tunnel e vecchie stazioni e ammirato la Maiorca agricola, le montagne, i boschi mediterranei e, in lontananza, la costa di s'Illot e Cala Millor. Una versione più semplice va da Son Carrió a Son Servera.

 

2: Cultura e Serra de Tramuntana
Valldemossa, Deià e Sóller
La Certosa di Valldemossa, dove soggiornò Chopin, e il patrimonio architettonico di Sóller, soprattutto modernista, meritano una visita a questi due paesi della Serra. Questo itinerario per bici da strada è riservato agli esperti. Da Valldemossa ci dirigeremo verso il monastero di Miramar, fondato da Ramon Llull, e Son Marroig, legato all'arciduca Luigi Salvatore d'Austria. Seguendo la costa arriveremo a Deià e da lì scenderemo verso la Valle degli Aranci di Sóller. Avremo percorso 36 km.


3: Il tetto di Maiorca, Lluc e i bacini di Cúber e Gorg Blau
Puig Major da Sóller
Un altro itinerario per esperti, piuttosto impegnativo, ma che merita di entrare in questa top ten perché porta alla vetta più alta dell'isola. Da Sóller saliamo fino al tunnel di Monnàber, lungo circa 900 metri. A circa 2 km si trova la base militare, alla quale bisogna chiedere il permesso per accedere al Puig Major: dai suoi 1.445 metri si godono alcune delle migliori viste dell'isola. Poi scenderemo verso il Santuario di Lluc, un'altra tappa obbligatoria, passando per i bacini di Cúber e Gorg Blau. Dal Coll de Sa Batalla torneremo a Sóller lungo la MA-10.

 

Camminare tra pietre millenarie


4: Spiagge e parchi naturali in bicicletta
Da Cala Egos a Es Trenc
Questa escursione non circolare in bici da strada è lunga circa 60 km. Vedremo la costa di Santanyí e Campos e alcune delle spiagge più belle dell'isola. Partiremo da Cala Egos e raggiungeremo Portopetro attraverso il Camí des Barranc, passando sul lato nord del Parco Naturale di Mondragó. Proseguiremo parallelamente al torrent d'en Reieta fino a Santanyí. Attraverseremo questo grazioso centro fino a Es Llombards, Ses Salines e Colònia de Sant Jordi. Qui potremo lasciare la bicicletta e, se il tempo lo consente, camminare un po' e fare un bagno nel Parco Naturale Es Trenc-Salobrar o, all'altra estremità, a Es Carbó. Sono tutte spiagge spettacolari.


5: Belle viste sulla Serra e sulla costa
Planícia da Esporles
Questo percorso di 30 km si affronta in mountain bike ed è di difficoltà moderata. Partiremo da Esporles, uno dei paesi più belli della Serra, e raggiungeremo il Mirador de Mar seguendo l'antico sentiero che collegava il comune con Port de Calonge. Le viste sono spettacolari. Torneremo verso la MA-10 per scendere in direzione Banyalbufar, ma prima devieremo verso Planícia. In base alle energie e al tempo disponibile, potremo scegliere uno dei tre percorsi proposti all'interno di questa tenuta pubblica. Sulla via del ritorno, dopo una sosta al belvedere di Es Verger, continueremo verso un altro grazioso paese, Banyalbufar, e da lì a Esporles.


6: Necropoli fenicia sulla spiaggia
Son Real
L'escursione nella tenuta pubblica di Son Real, nel comune di Santa Margalida, è particolarmente indicata per le famiglie. Sono solo circa 2 km, senza saliscendi, e offre diverse attrazioni per i più piccoli. Esistono quattro itinerari possibili, ma soprattutto bisogna scegliere quello che arriva all'impressionante necropoli di Punta des Fenicis, con sepolture dall'Età del
Ferro fino all'epoca romana e, già che ci siamo, concedersi un bagno nella spiaggia accanto.

 

Mare e montagna a Sóller
 

7: Escursionismo e cicloturismo in famiglia
S'Albufera
Il Parco Naturale di s'Albufera de Mallorca, nel nord dell'isola, è un luogo ideale per le famiglie. Ci sono quattro percorsi, da fare a piedi o in bicicletta: Sa Roca, Es Colombars, Es Cibollars e Es Camí d'Enmig-Ses Puntes. L'ultimo è il più lungo, circa tre ore, ma tutti permettono di ammirare la ricca fauna del parco, soprattutto gli uccelli.

 

8: Uno degli orizzonti più fotografati di Maiorca
Torrent de Pareis
Esistono diversi itinerari, alcuni perfino per alpinisti, per raggiungere la spettacolare foce di questo torrente, una delle spiagge più fotogeniche di Maiorca. Il percorso più classico è la discesa del canyon da s'Entreforc, dove termina il bacino di Gorg Blau: dura circa 6 ore, copre 5 km e richiede esperienza o una buona guida. La versione più semplice, adatta alle famiglie, è il sentiero che parte dalla spiaggia di Sa Calobra.

 

9: Luogo di contemplazione di Ramon Llull
Santuario di Cura
Se Ramon Llull lo scelse come luogo di ritiro spirituale, ci sarà stato un motivo. Proponiamo un percorso che parte dal paese di Randa per salire al Santuario di Cura, dove il beato maiorchino si ritirò nel XIII secolo e fondò la sua scuola. Durante l'escursione, oltre a godere di panorami spettacolari, visiteremo l'eremo di Sant Honorat e il Santuario di Nostra Senyora de Gràcia. Nell'ultimo tratto, lungo il Camí de Bon Pastor, vedremo alcune gallerie utilizzate come depositi di munizioni durante la Guerra Civile. L'unica vera difficoltà è l'accesso al Puig de Son Reus.


10: Rifugio dei trappisti durante la Rivoluzione francese
La Trapa
Diversi sentieri conducono a La Trapa, un monastero fondato nel 1810 da monaci trappisti francesi che, vent'anni dopo la presa della Bastiglia, decisero di fuggire dal paese. Abbandonata pochi anni dopo, la tenuta fu acquistata nel 1980 dal gruppo ambientalista GOB per impedirne l'urbanizzazione. Tra tutte le opzioni, il percorso più frequentato inizia al cimitero di s'Arracó. Un altro, da Sant Elm, costeggia il mare. Infine, un terzo passa per il Coll de Sa Gramola ed è una buona scelta se le rocce sono bagnate. Tutti offrono viste privilegiate sull'isolotto di Sa Dragonera.

 

I cavalli accompagnano i cicloturisti

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Fanny Tur: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo»
Historias del mar

Fanny Tur: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo»

  Ibicenca, activista medioambiental, historiadora, directora del archivo histórico de Eivissa… Fanny Tur Riera desempeñó, entre otros cargos públicos, el de consellera de Cultura del Govern Balear entre 2017 y 2019. Desde esta perspectiva, su análisis con visión histórica cobra valor: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo de las Balears y del Mediterráneo», afirma antes de reflexionar sobre lo que supuso la irrupción de la naviera, ya que «los monopolios nunca son buenos y diversificar la oferta siempre tiene que beneficiar al usuario». En clave cultural y de género, esta historiadora destaca de la naviera Baleària cuestiones como «la atención en y al catalán, o poner nombres de mujer a algunos barcos, mostrando que la historia también la escribimos las mujeres».   Desde la perspectiva ecologista, Tur Riera valora el compromiso de Baleària con la sostenibilidad partiendo de que «la actividad humana en general y el turismo y la gran movilidad en particular tienen unos efectos devastadores sobre el mar y el territorio». En este sentido, destaca, «todas las medidas que se pongan en práctica para minimizar los efectos de la masificación, como por ejemplo emplear energías renovables y colaborar con entidades ecologistas, ponen un grano  de arena en una lucha que hace tiempo es imprescindible para la misma supervivencia». Pero si algo destaca de la aportación de Baleària esta exconsellera de Cultura del Govern Balear es el papel desempeñado por la Fundación Baleària, que ha hecho que «la creación pueda viajar a nuevos escenarios y no se quede en el lugar de origen. Para enriquecerse y crecer, el arte y la creación se tienen que mover mientras conservan sus raíces bien fuertes». Y ello, subraya, en combinación con la gestión de espacios culturales «en diferentes lugares —lo que desde la Fundación Baleària llaman las Llonges de la Cultura—, facilitando así que puedan acoger actividades, encuentros, investigación, muestras colectivas y creadores de todo el país para que se puedan encontrar y enriquecerse mutuamente» porque, reflexiona, «el arte y la investigación son trabajo propio, pero también son puesta en común y conocimiento mutuo».   Creación cultural «En definitiva —asegura Fanny Tur— Baleària a través de su fundación ha hecho posible que la creación tenga movilidad, circule, se muestre en nuevos escenarios, porque así crece y encuentra nuevos paisajes… ha contribuido a la relación y el conocimiento mutuo entre creadores, facilitando que se encuentren, se conozcan y, en definitiva, que establezcanvínculos». En el caso de Balears, Fanny Tur considera que la de Baleària y de su fundación han sido una magnífica aportación favorecedora de la articulación social y cultural, además de subrayar la revitalización que ha supuesto la conexión, en todos los ámbitos, entre Dénia y Eivissa.


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De grumete a capitán. Vocabulario marítimo básico (I)
Historias del mar

De grumete a capitán. Vocabulario marítimo básico (I)

¿Dónde queda babor y estribor? ¿Cuál es la diferencia entre manga y eslora? Seguro que has oído una y mil veces términos como estos pero todavía te siguen generando dudas cuando subes a bordo de un ferri. No te preocupes, hemos preparado un glosario básico de léxico marítimo para que alimentes tu vocabulario y disfrutes todavía más de tu experiencia de viaje. Deja atrás tus titubeos de grumete y presume de hablar con la propiedad de un capitán. ¿Empezamos?   PARTES DEL FERRI CASCO. El cuerpo del buque. La estructura ‘en neto’, sin máquinas, mástiles ni elementos accesorios para la navegación. CUBIERTA: Cada uno de los pisos de una embarcación. Forman la estructura que permiten un espacio habitable para la tripulación y el pasaje. Los barcos tienen varias cubiertas, tanto para la bodega -donde se ubica la carga y los vehículos- como para las zonas de pasajeros –con salones, áreas de butacas, restaurantes, etc.- siendo la principal la superior. QUILLA: Es la columna vertebral del barco. La pieza de hierro que va de popa a proa por la parte inferior del barco y en que se asienta toda su armazón.Constituye el principal refuerzo estructural de la embarcación, en el que se encastan los demás y sobre el que descargan su peso.   [caption id="attachment_1776" align="aligncenter" width="800"] Corte transversal del ferri Martín i Soler de Baleària, donde se diferencia el casco, la quilla y las diferentes cubiertas.[/caption]   VOLUMEN Y DIMENSIONES ESLORA: La longitud de la embarcación. O dicho de otra manera, la distancia de punta a punta de la estructura del buque. MANGA: La anchura (máxima) de un buque. PUNTAL. La altura de la bodega de la nave desde la quilla hasta el extremo de la cubierta superior. DESPLAZAMIENTO: El volumen de agua que desplaza la parte sumergida del barco. Es decir… el peso del barco. Ahora se entiende mejor ¿verdad?.     POSICIÓN EN EL BARCO PROA y POPA. La proa es la parte delantera del barco. Tiene forma de cuña para que el buque pueda "cortar el agua”. Por el contrario, la popa es la parte posterior de la estructura del buque. BABOR y ESTRIBOR. Por babor se considera el lado izquierdo de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. Estribor es la banda o lado derecho de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. OBRA VIVA y MUERTA. La viva es la parte del casco bajo el agua. Es decir, desde la quilla a la línea de flotación a máxima carga. La muerta, la parte del casco que sobresale del mar   MANIOBRAS ARRIAR. Aflojar o soltar un cabo (las cuerdas de a bordo). También se utilizan los términos LASCAR (aflojar) y LARGAR (soltar). Una advertencia: a bordo de los barcos sólo hay una cuerda, la del cronómetro. Las demás se llaman CABOS (y en los barcos grandes ESTACHAS). VIRAR. Lo contrario de arriar, es decir COBRAR o recuperar un cabo o el ancla, cuando el buque se encuentra fondeado. Por cierto, la maniobra de virar es propia de buques de vela y no tanto de ferris. ATRACAR. Operación para ubicar el buque en el lugar previsto del muelle. Concluye en el momento en que la embarcación AMARRA (o ata firmemente) el último cabo al NORAY o bolardo del muelle. Por cierto, la maniobra contraria a ATRACAR ser llama DESATRACAR. Lógico ¿no? BARLOVENTEAR. Maniobrar aprovechando la fuerza viento (a favor o en contra) para que el impulso sea lo más favorable a la embarcación. Por ejemplo, en el caso de una operación de atraque. CAPEAR. Se trata de una maniobra de navegación con mal tiempo. Consiste en  tratar de mantener la proa al viento y con poca velocidad, para conseguir una trayectoria controlada y segura hasta que amaine el temporal. FONDEAR. Posicionar el buque en aguas establecidas para el anclaje.     Y hasta aquí, por esta vez. Si quieres seguir aprendiendo sobre ferris y transporte marítimo, sigue navegando con el blog Entreolas y no te pierdas nuestra próxima entrega de vocabulario. 


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