Navigazione Categorie
Sanlúcar de Barrameda, capitale gastronomica della Spagna
Blog entreolas

Sanlúcar de Barrameda, capitale gastronomica della Spagna

Por Patronato Turismo Cádiz. Fotos: Ricardo Jiménez


Puesta-SolRicardo-jimenez

 

Sanlúcar, nella provincia di Cadice, vicino alla foce del Guadalquivir, è una città privilegiata con un ricco patrimonio culturale e monumentale grazie alla sua posizione lungo la storica rotta commerciale verso le Americhe.

 

Il suo ambiente naturale ha come simbolo il Parco Nazionale di Doñana, raggiungibile attraversando il Guadalquivir, e il Parco Naturale e Pineta di La Algaida, una sorta di anello naturale che costituisce uno dei polmoni verdi dell'Andalusia, dichiarato Riserva della Biosfera dall'Unesco nel 1980. 

 

A queste attrazioni si aggiunge una ricca gastronomia, con prodotti tanto prestigiosi ed esclusivi come il Gambero di Sanlúcar e la Manzanilla, un abbinamento perfetto che ha superato i confini spagnoli ed è uno dei motivi per cui migliaia di turisti visitano ogni anno la città. Alla fine dello scorso anno è stato annunciato che Sanlúcar sarebbe diventata la nuova Capitale Mondiale della Gastronomia per il 2022. La nomina è stata ufficializzata a Fitur, la Fiera Internazionale del Turismo tenutasi a Madrid dal 19 al 23 gennaio.


Il titolo di Capitale Spagnola della Gastronomia (CEG) è stato creato dalla Federazione Spagnola dei Giornalisti e Scrittori di Turismo (FEPET) e dalla Federazione Spagnola dell'Ospitalità (FEHR).
L'iniziativa mira a promuovere l'offerta gastronomica della città che ogni anno detiene il titolo, proporre azioni che contribuiscano ad aumentare il numero di turisti (Sanlúcar accoglie più di 80.000 visitatori l'anno) e valorizzare i programmi di eccellenza gastronomica.


La gastronomia diventa così il complemento perfetto a una ricca offerta di svago e feste, tra cui spiccano la Fiera della Manzanilla, l'imbarco delle confraternite del Rocío e le celebri corse di cavalli sulle spiagge del comune, dichiarate di Interesse Turistico Internazionale nel 1997.

 


 

 

Sapori di Sanlúcar

La vasta offerta gastronomica di Sanlúcar si basa su tre pilastri fondamentali: i prodotti dell'orto, quelli delle cantine e il pescato del mare. Il pesce e i frutti di mare di Sanlúcar, in particolare i gamberi, godono di una fama che ha superato i confini locali. 

 

A Sanlúcar sono famosi tanto i prodotti quanto i piatti preparati con essi. La cucina locale si fonda su ricchi stufati di autentica tradizione marinara, come la razza all'arancia amara, la rana pescatrice con pane fritto o la zuppa di canocchie. Questi piatti vengono generalmente accompagnati dal vino locale, la Manzanilla, oltre che da altri vini da tavola, meno alcolici e più chiari ma dal sapore particolare.

 


Il gambero di Sanlúcar: re del mare e della gastronomia locale

Il Gambero di Sanlúcar è uno dei protagonisti della cucina gaditana, un prodotto della gastronomia locale che ha superato i confini per conquistare non soltanto i palati delle migliaia di turisti che visitano ogni anno la città, ma anche le cucine di chef di prestigio nazionale e internazionale, che lo hanno inserito nei loro menu come prodotto di punta.

 

Il suo nome scientifico è Penaeus kerathurus ed è un crostaceo di medie dimensioni, commestibile, molto apprezzato e di elevato valore commerciale. 

 

Che cosa rende il gambero di Sanlúcar così pregiato? La risposta è semplice: il sapore, una caratteristica legata al suo habitat, l'estuario del fiume Guadalquivir. 

 

È un crostaceo consumato soprattutto fresco. La sua carne è molto apprezzata. Bollito, fritto o inserito in qualsiasi stufato della tradizione marinara, è sempre un'ottima scelta. 

 


 

 

La Manzanilla, un vino unico e molto speciale

La Manzanilla è un altro dei prodotti indissolubilmente legati a Sanlúcar de Barrameda. I vigneti, suddivisi nei tradizionali 'pagos', crescono da secoli sui terreni di albariza. Oggi Sanlúcar conta più di venti cantine, alimentate dai propri vigneti o dal mosto prodotto con uva Palomino. 

 

 

La Sanlúcar marinara: prodotti e stufati del mare

La cucina di Sanlúcar è profondamente legata alla tradizione. Di chiara origine marinara, ha sempre avuto un ruolo centrale nelle case della città. 

 

Merita una menzione speciale il modo particolare in cui viene preparato il pesce. La frittura, cotta al punto giusto, raggiunge livelli quasi sublimi e consente di apprezzare le diverse consistenze delle specie locali, dalle sogliole ai piccoli naselli, dai calamaretti alle seppie e alle triglie…

 

 

Il mercato coperto, cuore della gastronomia di Sanlúcar

Si trova nel cuore della zona commerciale del Centro Storico di Sanlúcar de Barrameda.

 

Questo edificio comunale occupa quasi 1.400 metri quadrati. Costruito nel XVIII secolo, è stato ristrutturato tre volte, nei secoli XIX, XX e XXI. L'attività è tornata in questa piazza nel giugno 2018 e da allora il mercato è rimasto uno dei fulcri dell'attività commerciale ed enogastronomica della città.

 

La sezione del pesce è quella che spicca maggiormente, non solo per la quantità ma anche per la qualità della materia prima. Gli eccellenti prodotti esposti quotidianamente dai commercianti di Sanlúcar hanno trasformato il mercato coperto in un punto di riferimento per residenti e visitatori che approfittano del soggiorno in città per acquistare le migliori specialità di terra e di mare.

 

 

La Sanlúcar dolce

Nessun buon pasto può dirsi completo senza un dessert e Sanlúcar, tra le sue numerose attrazioni gastronomiche, offre in questo ambito una grande varietà caratterizzata dalla produzione artigianale e dalla qualità delle materie prime.

 

I dolci preparati tradizionalmente dalle religiose dei conventi di Madre de Dios —venduti ai clienti attraverso le apposite ruote— e Regina Coeli hanno permesso di conservare sapori unici come yemas, tocino de cielo, roscos alle mandorle, polvorones, pestiños, roscos bianchi e cocadas, prodotti da oltre 40 anni e capaci di conquistare chiunque li assaggi.

 

Le alpisteras sono tra i dolci più tipici di Sanlúcar de Barrameda. Tradizionali della Settimana Santa, devono la loro dolcezza a un tocco di sciroppo. Il dessert può continuare con un gelato artigianale: la città vanta due nomi storici, La Ibense Bornay —che ha esportato i suoi gelati fino a Dubai— e Helados Toni, dove oggi la terza generazione serve al banco i desideri dei più piccoli.

 

Senza dubbio vale la pena fare rotta su Sanlúcar per godere della sua ricchezza gastronomica.

Aggregatore Risorse
Fanny Tur: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo»
Historias del mar

Fanny Tur: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo»

  Ibicenca, activista medioambiental, historiadora, directora del archivo histórico de Eivissa… Fanny Tur Riera desempeñó, entre otros cargos públicos, el de consellera de Cultura del Govern Balear entre 2017 y 2019. Desde esta perspectiva, su análisis con visión histórica cobra valor: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo de las Balears y del Mediterráneo», afirma antes de reflexionar sobre lo que supuso la irrupción de la naviera, ya que «los monopolios nunca son buenos y diversificar la oferta siempre tiene que beneficiar al usuario». En clave cultural y de género, esta historiadora destaca de la naviera Baleària cuestiones como «la atención en y al catalán, o poner nombres de mujer a algunos barcos, mostrando que la historia también la escribimos las mujeres».   Desde la perspectiva ecologista, Tur Riera valora el compromiso de Baleària con la sostenibilidad partiendo de que «la actividad humana en general y el turismo y la gran movilidad en particular tienen unos efectos devastadores sobre el mar y el territorio». En este sentido, destaca, «todas las medidas que se pongan en práctica para minimizar los efectos de la masificación, como por ejemplo emplear energías renovables y colaborar con entidades ecologistas, ponen un grano  de arena en una lucha que hace tiempo es imprescindible para la misma supervivencia». Pero si algo destaca de la aportación de Baleària esta exconsellera de Cultura del Govern Balear es el papel desempeñado por la Fundación Baleària, que ha hecho que «la creación pueda viajar a nuevos escenarios y no se quede en el lugar de origen. Para enriquecerse y crecer, el arte y la creación se tienen que mover mientras conservan sus raíces bien fuertes». Y ello, subraya, en combinación con la gestión de espacios culturales «en diferentes lugares —lo que desde la Fundación Baleària llaman las Llonges de la Cultura—, facilitando así que puedan acoger actividades, encuentros, investigación, muestras colectivas y creadores de todo el país para que se puedan encontrar y enriquecerse mutuamente» porque, reflexiona, «el arte y la investigación son trabajo propio, pero también son puesta en común y conocimiento mutuo».   Creación cultural «En definitiva —asegura Fanny Tur— Baleària a través de su fundación ha hecho posible que la creación tenga movilidad, circule, se muestre en nuevos escenarios, porque así crece y encuentra nuevos paisajes… ha contribuido a la relación y el conocimiento mutuo entre creadores, facilitando que se encuentren, se conozcan y, en definitiva, que establezcanvínculos». En el caso de Balears, Fanny Tur considera que la de Baleària y de su fundación han sido una magnífica aportación favorecedora de la articulación social y cultural, además de subrayar la revitalización que ha supuesto la conexión, en todos los ámbitos, entre Dénia y Eivissa.


Leggi altro
De grumete a capitán. Vocabulario marítimo básico (I)
Historias del mar

De grumete a capitán. Vocabulario marítimo básico (I)

¿Dónde queda babor y estribor? ¿Cuál es la diferencia entre manga y eslora? Seguro que has oído una y mil veces términos como estos pero todavía te siguen generando dudas cuando subes a bordo de un ferri. No te preocupes, hemos preparado un glosario básico de léxico marítimo para que alimentes tu vocabulario y disfrutes todavía más de tu experiencia de viaje. Deja atrás tus titubeos de grumete y presume de hablar con la propiedad de un capitán. ¿Empezamos?   PARTES DEL FERRI CASCO. El cuerpo del buque. La estructura ‘en neto’, sin máquinas, mástiles ni elementos accesorios para la navegación. CUBIERTA: Cada uno de los pisos de una embarcación. Forman la estructura que permiten un espacio habitable para la tripulación y el pasaje. Los barcos tienen varias cubiertas, tanto para la bodega -donde se ubica la carga y los vehículos- como para las zonas de pasajeros –con salones, áreas de butacas, restaurantes, etc.- siendo la principal la superior. QUILLA: Es la columna vertebral del barco. La pieza de hierro que va de popa a proa por la parte inferior del barco y en que se asienta toda su armazón.Constituye el principal refuerzo estructural de la embarcación, en el que se encastan los demás y sobre el que descargan su peso.   [caption id="attachment_1776" align="aligncenter" width="800"] Corte transversal del ferri Martín i Soler de Baleària, donde se diferencia el casco, la quilla y las diferentes cubiertas.[/caption]   VOLUMEN Y DIMENSIONES ESLORA: La longitud de la embarcación. O dicho de otra manera, la distancia de punta a punta de la estructura del buque. MANGA: La anchura (máxima) de un buque. PUNTAL. La altura de la bodega de la nave desde la quilla hasta el extremo de la cubierta superior. DESPLAZAMIENTO: El volumen de agua que desplaza la parte sumergida del barco. Es decir… el peso del barco. Ahora se entiende mejor ¿verdad?.     POSICIÓN EN EL BARCO PROA y POPA. La proa es la parte delantera del barco. Tiene forma de cuña para que el buque pueda "cortar el agua”. Por el contrario, la popa es la parte posterior de la estructura del buque. BABOR y ESTRIBOR. Por babor se considera el lado izquierdo de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. Estribor es la banda o lado derecho de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. OBRA VIVA y MUERTA. La viva es la parte del casco bajo el agua. Es decir, desde la quilla a la línea de flotación a máxima carga. La muerta, la parte del casco que sobresale del mar   MANIOBRAS ARRIAR. Aflojar o soltar un cabo (las cuerdas de a bordo). También se utilizan los términos LASCAR (aflojar) y LARGAR (soltar). Una advertencia: a bordo de los barcos sólo hay una cuerda, la del cronómetro. Las demás se llaman CABOS (y en los barcos grandes ESTACHAS). VIRAR. Lo contrario de arriar, es decir COBRAR o recuperar un cabo o el ancla, cuando el buque se encuentra fondeado. Por cierto, la maniobra de virar es propia de buques de vela y no tanto de ferris. ATRACAR. Operación para ubicar el buque en el lugar previsto del muelle. Concluye en el momento en que la embarcación AMARRA (o ata firmemente) el último cabo al NORAY o bolardo del muelle. Por cierto, la maniobra contraria a ATRACAR ser llama DESATRACAR. Lógico ¿no? BARLOVENTEAR. Maniobrar aprovechando la fuerza viento (a favor o en contra) para que el impulso sea lo más favorable a la embarcación. Por ejemplo, en el caso de una operación de atraque. CAPEAR. Se trata de una maniobra de navegación con mal tiempo. Consiste en  tratar de mantener la proa al viento y con poca velocidad, para conseguir una trayectoria controlada y segura hasta que amaine el temporal. FONDEAR. Posicionar el buque en aguas establecidas para el anclaje.     Y hasta aquí, por esta vez. Si quieres seguir aprendiendo sobre ferris y transporte marítimo, sigue navegando con el blog Entreolas y no te pierdas nuestra próxima entrega de vocabulario. 


Leggi altro