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Málaga: sulle tracce di Picasso
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Málaga: sulle tracce di Picasso


 

Icona turistica del XXI secolo, questa città è più alla moda che mai. La capitale della Costa del Sol è oggi il luogo dove tutti vogliono andare. E non soltanto in visita, ma anche per viverci. Ne scopriamo i segreti seguendo le tracce di uno dei suoi cittadini più illustri: Pablo Picasso.

 

Il 50º anniversario della morte di Pablo Picasso e i 20 anni del museo che porta il suo nome a Málaga sono due ottimi motivi per percorrerne le strade, conoscere il patrimonio e sentire la brezza mediterranea. Ecco qualche suggerimento per sfruttare al meglio il tempo.

 

Giorno 1:

09.00

Colazione tradizionale. Ordina un pitufo mixto e una nube ovunque tu vada. Forse non sai cosa siano, ma farai centro. Provali da Framil, una caffetteria d'altri tempi in pieno centro. Oppure nella caffetteria Calle de Bruselas, in Plaza de la Merced, a 20 secondi dalla tappa successiva.

10.00

Casa natale di Picasso. Qui nacque Pablo Picasso nel 1881. Oggi trasformata in museo, la casa permette di avvicinarsi alla formazione artistica del giovane Picasso grazie alle lezioni del padre e ai contatti con i pittori dell'epoca.

 

Interno del Museo Picasso Málaga

 

11.00

Itinerario picassiano. Seguire le tracce di Picasso nel centro storico permette di perdersi senza fretta per la città. La chiesa di Santiago, in calle Granada, fu il luogo del suo battesimo. Nell'edificio dell'attuale Ateneo de Málaga imparò a dipingere. E in Plaza de la Merced puoi scattarti un selfie con una statua del pittore. Durante il percorso osserva il patrimonio, le vecchie drogherie e la vita che anima la città.

 

12.30

Museo Picasso. Nel suo 20º anniversario è il punto di riferimento locale per conoscere Picasso a fondo. Offre eccellenti visite guidate attraverso la sua ricca collezione di 162 opere.

 

14.00

Infinite possibilità per pranzo. A Málaga l'offerta gastronomica è praticamente infinita. Ti aiutiamo a scegliere con due proposte. Se vuoi restare in centro, puoi provare i sapori malagueñi ideati da Dani Carnero da La Cosmo oppure gli squisiti piatti di Mimo Vegan Bistro. Fuori dal centro, L'a Taberna de Mike Palmer merita un dieci. Ah, quella tortilla al whisky!

 

17.00

Un buon caffè. Alla Cheesquería si può prendere un caffè accompagnato da una scelta di una ventina di cheesecake diverse. Da provare quella al pistacchio o quella al mango e frutto della passione. C'è un locale nel quartiere di El Limonar —se sei salito a pranzo in collina— e un altro in centro. Se hai voglia di continuare a camminare, puoi prendere un caffè da asporto da Bertani, in calle Nueva. Un altro dieci.

 

18.00

Sorprese al Giardino Botanico. La tenuta di La Concepción ospita più di 50.000 piante appartenenti a 5.000 varietà provenienti da tutto il mondo. Passeggiare qui è come fare un viaggio intorno al pianeta senza lasciare Málaga.

 

21.00

A cena con Antonio Banderas. Ci sono mille programmi per la sera, ma te ne proponiamo tre. Da una parte, La Tranca, taverna dalla festa eterna tra birre, copla e tapas. Dall'altra, Dynamit, raffinato rifugio nordico. Più avanti, El Tercer Acto, ristorante del Teatro del Soho di Antonio Banderas. Magari lo incontri.

 

23.00

L'ultimo drink a El Muro. Hotel come Only You, Valeria Room Mate o l'AC Málaga Palacio offrono viste magnifiche e ottimi cocktail sulle loro terrazze centrali vicino ai graffiti del quartiere Soho. A livello della strada c'è un posto diverso, El Muro, dove bere qualcosa è pura fantasia.

 

Giorno 2:

10.00

Pausa colazione. Il team di Desal Café propone dal croissant con uova Benedict alla bruschetta di zucca o al mollete con lonza allo strutto. Hanno locali nelle vie Nosquera e Ollerías.

 

11.00

Passeggiata fino a Gibralfaro. Avvicinati all'Alcazaba, girale intorno e sali con calma fino al castello di Gibralfaro, un'incredibile fortezza costruita nel XIV secolo. Fermati ai punti panoramici lungo la strada e prepara il telefono.

 

L'Alcazaba di Málaga vista da Muelle Uno, nel porto

 

13.00

Aperitivo sulla spiaggia. Passeggia accanto al Mediterraneo fino al quartiere di Pedregalejo. Ci sono tantissimi posti dove bere qualcosa al sole prima di pranzo. Frida Pahlo o Galerna sono i nostri preferiti.

 

14.00

È l'ora del pescaíto. Che cosa sarebbe Málaga senza il pescaíto fritto? Già che sei nella zona est, fermati in uno di questi chiringuitos: Andrés Maricuchi, El Cabra o Merlo. Un'altra porzione di espetos!

 

17.00

In bicicletta lungo il mare. Il lungomare fino al centro dispone di una pista ciclabile, approfittane. Puoi anche pedalare verso est in direzione della spiaggia del Peñón del Cuervo. Senti la brezza marina su due
ruote. Si può vivere meglio?

 

19.00

Palmeral de las Sorpresas. Muelle Uno, nel porto —vicino al punto da cui parte il traghetto Baleària per Melilla—, è oggi una zona commerciale, culturale e dedicata al tempo libero. Cammina fino a La Farola, ti sorprenderà. È uno dei posti migliori da cui vedere il sole calare sullo skyline della città. Il tramonto resterà nella tua memoria per ricordarti che devi tornare a Málaga.

 

Ciclisti ed escursionisti accanto alla spiaggia del Peñón del Cuervo

 

Attività per celebrare Picasso

Il Museo Picasso Málaga celebra quest'anno il suo ventesimo anniversario. Nato nel 2003, ha aperto la strada ad altri spazi culturali che ne hanno seguito l'esempio, come il Museo Thyssen, il Centre Pompidou o il Museo Ruso. Nel 2023 ha preparato una cinquantina di attività dedicate al geniale artista malagueño. Una delle più interessanti è la mostra Picasso: materia y cuerpo.

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Fanny Tur: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo»
Historias del mar

Fanny Tur: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo»

  Ibicenca, activista medioambiental, historiadora, directora del archivo histórico de Eivissa… Fanny Tur Riera desempeñó, entre otros cargos públicos, el de consellera de Cultura del Govern Balear entre 2017 y 2019. Desde esta perspectiva, su análisis con visión histórica cobra valor: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo de las Balears y del Mediterráneo», afirma antes de reflexionar sobre lo que supuso la irrupción de la naviera, ya que «los monopolios nunca son buenos y diversificar la oferta siempre tiene que beneficiar al usuario». En clave cultural y de género, esta historiadora destaca de la naviera Baleària cuestiones como «la atención en y al catalán, o poner nombres de mujer a algunos barcos, mostrando que la historia también la escribimos las mujeres».   Desde la perspectiva ecologista, Tur Riera valora el compromiso de Baleària con la sostenibilidad partiendo de que «la actividad humana en general y el turismo y la gran movilidad en particular tienen unos efectos devastadores sobre el mar y el territorio». En este sentido, destaca, «todas las medidas que se pongan en práctica para minimizar los efectos de la masificación, como por ejemplo emplear energías renovables y colaborar con entidades ecologistas, ponen un grano  de arena en una lucha que hace tiempo es imprescindible para la misma supervivencia». Pero si algo destaca de la aportación de Baleària esta exconsellera de Cultura del Govern Balear es el papel desempeñado por la Fundación Baleària, que ha hecho que «la creación pueda viajar a nuevos escenarios y no se quede en el lugar de origen. Para enriquecerse y crecer, el arte y la creación se tienen que mover mientras conservan sus raíces bien fuertes». Y ello, subraya, en combinación con la gestión de espacios culturales «en diferentes lugares —lo que desde la Fundación Baleària llaman las Llonges de la Cultura—, facilitando así que puedan acoger actividades, encuentros, investigación, muestras colectivas y creadores de todo el país para que se puedan encontrar y enriquecerse mutuamente» porque, reflexiona, «el arte y la investigación son trabajo propio, pero también son puesta en común y conocimiento mutuo».   Creación cultural «En definitiva —asegura Fanny Tur— Baleària a través de su fundación ha hecho posible que la creación tenga movilidad, circule, se muestre en nuevos escenarios, porque así crece y encuentra nuevos paisajes… ha contribuido a la relación y el conocimiento mutuo entre creadores, facilitando que se encuentren, se conozcan y, en definitiva, que establezcanvínculos». En el caso de Balears, Fanny Tur considera que la de Baleària y de su fundación han sido una magnífica aportación favorecedora de la articulación social y cultural, además de subrayar la revitalización que ha supuesto la conexión, en todos los ámbitos, entre Dénia y Eivissa.


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De grumete a capitán. Vocabulario marítimo básico (I)
Historias del mar

De grumete a capitán. Vocabulario marítimo básico (I)

¿Dónde queda babor y estribor? ¿Cuál es la diferencia entre manga y eslora? Seguro que has oído una y mil veces términos como estos pero todavía te siguen generando dudas cuando subes a bordo de un ferri. No te preocupes, hemos preparado un glosario básico de léxico marítimo para que alimentes tu vocabulario y disfrutes todavía más de tu experiencia de viaje. Deja atrás tus titubeos de grumete y presume de hablar con la propiedad de un capitán. ¿Empezamos?   PARTES DEL FERRI CASCO. El cuerpo del buque. La estructura ‘en neto’, sin máquinas, mástiles ni elementos accesorios para la navegación. CUBIERTA: Cada uno de los pisos de una embarcación. Forman la estructura que permiten un espacio habitable para la tripulación y el pasaje. Los barcos tienen varias cubiertas, tanto para la bodega -donde se ubica la carga y los vehículos- como para las zonas de pasajeros –con salones, áreas de butacas, restaurantes, etc.- siendo la principal la superior. QUILLA: Es la columna vertebral del barco. La pieza de hierro que va de popa a proa por la parte inferior del barco y en que se asienta toda su armazón.Constituye el principal refuerzo estructural de la embarcación, en el que se encastan los demás y sobre el que descargan su peso.   [caption id="attachment_1776" align="aligncenter" width="800"] Corte transversal del ferri Martín i Soler de Baleària, donde se diferencia el casco, la quilla y las diferentes cubiertas.[/caption]   VOLUMEN Y DIMENSIONES ESLORA: La longitud de la embarcación. O dicho de otra manera, la distancia de punta a punta de la estructura del buque. MANGA: La anchura (máxima) de un buque. PUNTAL. La altura de la bodega de la nave desde la quilla hasta el extremo de la cubierta superior. DESPLAZAMIENTO: El volumen de agua que desplaza la parte sumergida del barco. Es decir… el peso del barco. Ahora se entiende mejor ¿verdad?.     POSICIÓN EN EL BARCO PROA y POPA. La proa es la parte delantera del barco. Tiene forma de cuña para que el buque pueda "cortar el agua”. Por el contrario, la popa es la parte posterior de la estructura del buque. BABOR y ESTRIBOR. Por babor se considera el lado izquierdo de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. Estribor es la banda o lado derecho de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. OBRA VIVA y MUERTA. La viva es la parte del casco bajo el agua. Es decir, desde la quilla a la línea de flotación a máxima carga. La muerta, la parte del casco que sobresale del mar   MANIOBRAS ARRIAR. Aflojar o soltar un cabo (las cuerdas de a bordo). También se utilizan los términos LASCAR (aflojar) y LARGAR (soltar). Una advertencia: a bordo de los barcos sólo hay una cuerda, la del cronómetro. Las demás se llaman CABOS (y en los barcos grandes ESTACHAS). VIRAR. Lo contrario de arriar, es decir COBRAR o recuperar un cabo o el ancla, cuando el buque se encuentra fondeado. Por cierto, la maniobra de virar es propia de buques de vela y no tanto de ferris. ATRACAR. Operación para ubicar el buque en el lugar previsto del muelle. Concluye en el momento en que la embarcación AMARRA (o ata firmemente) el último cabo al NORAY o bolardo del muelle. Por cierto, la maniobra contraria a ATRACAR ser llama DESATRACAR. Lógico ¿no? BARLOVENTEAR. Maniobrar aprovechando la fuerza viento (a favor o en contra) para que el impulso sea lo más favorable a la embarcación. Por ejemplo, en el caso de una operación de atraque. CAPEAR. Se trata de una maniobra de navegación con mal tiempo. Consiste en  tratar de mantener la proa al viento y con poca velocidad, para conseguir una trayectoria controlada y segura hasta que amaine el temporal. FONDEAR. Posicionar el buque en aguas establecidas para el anclaje.     Y hasta aquí, por esta vez. Si quieres seguir aprendiendo sobre ferris y transporte marítimo, sigue navegando con el blog Entreolas y no te pierdas nuestra próxima entrega de vocabulario. 


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