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Francisco J. Morales: «Cerco di imparare il meglio da ogni professionista»
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Francisco J. Morales: «Cerco di imparare il meglio da ogni professionista»


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Francisco J. Morales Verdejo (Almería, 1986) aveva l'ambizione di trascorrere gran parte della sua carriera professionale sotto il mare, lavorando come sub.

 

Tuttavia, l'incontro con un primo ufficiale della Marina Mercantile ha cambiato il suo percorso e lo ha spinto a ripensare il proprio futuro per trascorrere il resto della vita sul mare. Si è laureato in Scienze Nautiche e nel 2016 ha iniziato la sua carriera in Baleària come terzo ufficiale. Oggi è capitano del fast ferry Jaume III.

 

D. Da dove nasce la tua passione per il mondo marittimo?

R. Sono sempre stato legato al mare. Sono nato, cresciuto e vivo ancora ad Almería, molto vicino alla spiaggia. Tuttavia, ho iniziato a navigare per caso. Mi stavo preparando per lavorare come sub e, durante uno dei corsi di sicurezza, un primo ufficiale della Marina Mercantile ci ha raccontato il suo lavoro e il suo stile di vita. Mi ha colpito molto e gli ho chiesto che cosa avrei dovuto fare per intraprendere quella carriera. Pochi mesi dopo ero già a Cadice a studiare Scienze Nautiche.


D. Hai costruito la tua carriera in Baleària, qual è stato il tuo percorso fino a diventare capitano?

R. La mia prima opportunità è stata come terzo ufficiale di coperta sul Bahama Mama, responsabile delle guardie di navigazione e dei dispositivi di sicurezza. Sono diventato secondo ufficiale e, nel 2018, primo ufficiale sull'Abel Matutes. Ho lavorato su diverse navi e capitani esperti della compagnia mi hanno formato nelle manovre di entrata e uscita dal porto, oltre che negli ormeggi e disormeggi. Una volta acquisite le conoscenze di base, è necessaria una formazione più specifica per ogni tipo di nave, ed è così che ho iniziato la mia esperienza come capitano su unità ad alta velocità. Ogni ruolo comporta responsabilità diverse, perciò ogni promozione è quasi come iniziare un nuovo lavoro. Ho affrontato ogni nuova sfida con entusiasmo e rinnovata motivazione.

 


 

 

D. Hai navigato su molti traghetti. Che cosa ti ha dato ciascuno di essi?

R. Cambiare nave ti permette di conoscere molte persone e vivere esperienze diverse, arricchendoti moltissimo professionalmente e aprendoti a una gamma più ampia di conoscenze, stili e caratteri. È una grande opportunità. La mia mentalità è sempre stata quella di raccogliere e imparare il meglio da ogni professionista con cui ho lavorato, per poi andare oltre e trovare una nuova idea o un modo migliore di svolgere un determinato lavoro.

 

D. Quali sono state le sfide più grandi a bordo?

R. Senza dubbio partecipare ai lavori in cantiere, alla consegna e al varo dell'Hypatia de Alejandría, una delle nostre smart ship più innovative. Preparare da zero la prima nave dell'azienda alimentata a gas e fare in modo che, fin dal primo giorno di operazioni da Barcellona, partisse puntuale e senza alcun inconveniente è stato molto impegnativo e gratificante allo stesso tempo.


D. Quali sono i principali vantaggi del fast ferry Jaume III?

R. Il primo è la velocità: colleghiamo le isole in metà del tempo rispetto a qualsiasi traghetto convenzionale, sia durante la navigazione sia riducendo i tempi delle manovre. Inoltre, offriamo tutti i servizi e le esperienze disponibili sulle altre navi della flotta. Un'altra particolarità è che i ponti passeggeri sono più bassi rispetto ad altre unità, quindi la vista è molto più vicina al mare e accentua la sensazione di navigare, un aspetto che affascina e viene molto apprezzato dai passeggeri.


D. Come si comporta la nave sulla rotta Alcúdia - Ciutadella?

R. La scorsa estate è stata eccezionale, considerando l'intensità del traffico tra Maiorca e Minorca. Siamo stati all'altezza delle aspettative e abbiamo rispettato gli orari. I passeggeri lo sanno e lo dimostrano scegliendoci per viaggiare. Inoltre, come curiosità, nel viaggio da Ciutadella a Alcúdia, nei giorni di mare calmo e cielo sereno si possono vedere le montagne della Serra de Tramuntana di Maiorca. E per gli osservatori più attenti e gli amanti della natura marina è facile avvistare delfini e perfino enormi balene praticamente durante tutto l'anno.

 


 

 

D. Che cosa ti piace di più dell'essere capitano?

R. Essere il punto di collegamento tra molte persone: coperta, sala macchine e servizi a bordo, tutte indispensabili per il buon funzionamento della nave e dei suoi servizi. Parte del mio lavoro consiste nel coordinare i diversi team affinché tutti remino nella stessa direzione, e questo significa anche essere pronto a gestire qualsiasi situazione in modo efficiente ed efficace. È una scarica di energia positiva quando tutto questo ingranaggio funziona e le cose vanno bene. I nostri clienti arrivano a destinazione puntuali e soddisfatti, e tutto grazie allo sforzo congiunto dei nostri equipaggi.


D. Qual è la destinazione Baleària che preferisci?

R. Le Baleari. Da lì è difficile scegliere, perché ogni isola ha il suo fascino. Minorca è l'ultima che ho avuto modo di conoscere e offre paesaggi e luoghi spettacolari, oltre a una grande sensazione di tranquillità.

 

La famiglia prima di tutto

Francisco ha ben chiaro che la famiglia è la sua priorità nel tempo libero. «La mia prima visita è sempre a mia nonna María del Mar. Per quanto le dica che sto benissimo quando navigo, lei si preoccupa; quindi quando torno è felicissima, e io ancora di più», spiega. Inoltre pratica immersioni ricreative, sia con bombole sia in apnea, e le alterna a gite in moto. «Devo ancora esplorare le Baleari e il nord del Marocco. E, naturalmente, viaggerò con Baleària!».

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Fanny Tur: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo»
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  Ibicenca, activista medioambiental, historiadora, directora del archivo histórico de Eivissa… Fanny Tur Riera desempeñó, entre otros cargos públicos, el de consellera de Cultura del Govern Balear entre 2017 y 2019. Desde esta perspectiva, su análisis con visión histórica cobra valor: «Baleària ya forma parte de la historia del transporte marítimo de las Balears y del Mediterráneo», afirma antes de reflexionar sobre lo que supuso la irrupción de la naviera, ya que «los monopolios nunca son buenos y diversificar la oferta siempre tiene que beneficiar al usuario». En clave cultural y de género, esta historiadora destaca de la naviera Baleària cuestiones como «la atención en y al catalán, o poner nombres de mujer a algunos barcos, mostrando que la historia también la escribimos las mujeres».   Desde la perspectiva ecologista, Tur Riera valora el compromiso de Baleària con la sostenibilidad partiendo de que «la actividad humana en general y el turismo y la gran movilidad en particular tienen unos efectos devastadores sobre el mar y el territorio». En este sentido, destaca, «todas las medidas que se pongan en práctica para minimizar los efectos de la masificación, como por ejemplo emplear energías renovables y colaborar con entidades ecologistas, ponen un grano  de arena en una lucha que hace tiempo es imprescindible para la misma supervivencia». Pero si algo destaca de la aportación de Baleària esta exconsellera de Cultura del Govern Balear es el papel desempeñado por la Fundación Baleària, que ha hecho que «la creación pueda viajar a nuevos escenarios y no se quede en el lugar de origen. Para enriquecerse y crecer, el arte y la creación se tienen que mover mientras conservan sus raíces bien fuertes». Y ello, subraya, en combinación con la gestión de espacios culturales «en diferentes lugares —lo que desde la Fundación Baleària llaman las Llonges de la Cultura—, facilitando así que puedan acoger actividades, encuentros, investigación, muestras colectivas y creadores de todo el país para que se puedan encontrar y enriquecerse mutuamente» porque, reflexiona, «el arte y la investigación son trabajo propio, pero también son puesta en común y conocimiento mutuo».   Creación cultural «En definitiva —asegura Fanny Tur— Baleària a través de su fundación ha hecho posible que la creación tenga movilidad, circule, se muestre en nuevos escenarios, porque así crece y encuentra nuevos paisajes… ha contribuido a la relación y el conocimiento mutuo entre creadores, facilitando que se encuentren, se conozcan y, en definitiva, que establezcanvínculos». En el caso de Balears, Fanny Tur considera que la de Baleària y de su fundación han sido una magnífica aportación favorecedora de la articulación social y cultural, además de subrayar la revitalización que ha supuesto la conexión, en todos los ámbitos, entre Dénia y Eivissa.


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De grumete a capitán. Vocabulario marítimo básico (I)
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¿Dónde queda babor y estribor? ¿Cuál es la diferencia entre manga y eslora? Seguro que has oído una y mil veces términos como estos pero todavía te siguen generando dudas cuando subes a bordo de un ferri. No te preocupes, hemos preparado un glosario básico de léxico marítimo para que alimentes tu vocabulario y disfrutes todavía más de tu experiencia de viaje. Deja atrás tus titubeos de grumete y presume de hablar con la propiedad de un capitán. ¿Empezamos?   PARTES DEL FERRI CASCO. El cuerpo del buque. La estructura ‘en neto’, sin máquinas, mástiles ni elementos accesorios para la navegación. CUBIERTA: Cada uno de los pisos de una embarcación. Forman la estructura que permiten un espacio habitable para la tripulación y el pasaje. Los barcos tienen varias cubiertas, tanto para la bodega -donde se ubica la carga y los vehículos- como para las zonas de pasajeros –con salones, áreas de butacas, restaurantes, etc.- siendo la principal la superior. QUILLA: Es la columna vertebral del barco. La pieza de hierro que va de popa a proa por la parte inferior del barco y en que se asienta toda su armazón.Constituye el principal refuerzo estructural de la embarcación, en el que se encastan los demás y sobre el que descargan su peso.   [caption id="attachment_1776" align="aligncenter" width="800"] Corte transversal del ferri Martín i Soler de Baleària, donde se diferencia el casco, la quilla y las diferentes cubiertas.[/caption]   VOLUMEN Y DIMENSIONES ESLORA: La longitud de la embarcación. O dicho de otra manera, la distancia de punta a punta de la estructura del buque. MANGA: La anchura (máxima) de un buque. PUNTAL. La altura de la bodega de la nave desde la quilla hasta el extremo de la cubierta superior. DESPLAZAMIENTO: El volumen de agua que desplaza la parte sumergida del barco. Es decir… el peso del barco. Ahora se entiende mejor ¿verdad?.     POSICIÓN EN EL BARCO PROA y POPA. La proa es la parte delantera del barco. Tiene forma de cuña para que el buque pueda "cortar el agua”. Por el contrario, la popa es la parte posterior de la estructura del buque. BABOR y ESTRIBOR. Por babor se considera el lado izquierdo de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. Estribor es la banda o lado derecho de un buque, mirando desde atrás hacia delante, esto es de popa a proa. OBRA VIVA y MUERTA. La viva es la parte del casco bajo el agua. Es decir, desde la quilla a la línea de flotación a máxima carga. La muerta, la parte del casco que sobresale del mar   MANIOBRAS ARRIAR. Aflojar o soltar un cabo (las cuerdas de a bordo). También se utilizan los términos LASCAR (aflojar) y LARGAR (soltar). Una advertencia: a bordo de los barcos sólo hay una cuerda, la del cronómetro. Las demás se llaman CABOS (y en los barcos grandes ESTACHAS). VIRAR. Lo contrario de arriar, es decir COBRAR o recuperar un cabo o el ancla, cuando el buque se encuentra fondeado. Por cierto, la maniobra de virar es propia de buques de vela y no tanto de ferris. ATRACAR. Operación para ubicar el buque en el lugar previsto del muelle. Concluye en el momento en que la embarcación AMARRA (o ata firmemente) el último cabo al NORAY o bolardo del muelle. Por cierto, la maniobra contraria a ATRACAR ser llama DESATRACAR. Lógico ¿no? BARLOVENTEAR. Maniobrar aprovechando la fuerza viento (a favor o en contra) para que el impulso sea lo más favorable a la embarcación. Por ejemplo, en el caso de una operación de atraque. CAPEAR. Se trata de una maniobra de navegación con mal tiempo. Consiste en  tratar de mantener la proa al viento y con poca velocidad, para conseguir una trayectoria controlada y segura hasta que amaine el temporal. FONDEAR. Posicionar el buque en aguas establecidas para el anclaje.     Y hasta aquí, por esta vez. Si quieres seguir aprendiendo sobre ferris y transporte marítimo, sigue navegando con el blog Entreolas y no te pierdas nuestra próxima entrega de vocabulario. 


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